La valigia è pressochè pronta. Domani alle 12 il mio esile corpicino ed il maestro Ivan partiamo per New York, ad aspettarci ed ospitarci oltreoceano Nicola (aka Assemblea, e adesso temo anche di più con tutta sta mereca alle spalle
), un dottorando esule alla Columbia University (c’è di peggio!), ed il suo gemello buono, anche lui in visita.
Devo ammettere che al momento l’entusiasmo non c’è, o perlomeno è nascosto bene, ma mi conosco e so che prima della partenza ho sempre una certa tendenza allo scoglionamento. Devo anche ammettere però che l’entusiasmo che avrei avuto qualche anno fa quando mi lasciavo felicemente colonizzare, è difficile da raggiungere adesso che passo le giornate a borbottare e a agitarmi per ogni segnale dell’esistenza della specie umana, specialmente se di nazionalità merecana (ci tengo a precisare che Bruce Springsteen, Tom Waits, ecc. non hanno niente a che fare con la specie umana vista la loro evidente natura divina).
Potrei continuare a delirare per ore, ma so già che qualsiasi cosa mi passa in testa, positiva o negativa che sia, verrà smentita domani quando, appena atterrato oltreoceano, inizierò a guardarmi intorno felice e beato come un bambino e a entusiasmarmi per ogni cavolata… magari le stesse cavolate che a mente fredda, da questa parte dell’oceano, non sopporto.
See you in a couple of weeks… patriot act permettendo!





