Vado a narrare le vicende accadute questa mattina al bar. Dato l’alto livello culturale morale etico e sociale raggiunto recentemente da questo paese mi trovo forzato a riportare l’episodio ad un tono e un linguaggio più “popolare” di quello aulico ed astratto in cui effettivamente si è svolta:
Bancone del bar. Il buono e il cattivo sorseggiano il loro cappuccino. Dalla quinta laterale entra il brutto con un borsone pieno di calzetti, fazzoletti e accendini, e si avvicina al buono.
Brutto: “Salve gentiluomo, sono cortesemente a chiederle di acquistare parte della merce che vengo a proporle”
Buono: “La ringrazio dell’offerta ma non mi trovo a necessitare di alcuno degli orpelli che viene a propormi”
Brutto: “Cosa mi dice riguardo questa finissima seta atta a nettare le sue nobili nari?”
Buono: “Declinai tosto la sua offerta, messere”
Brutto: “Suvvia buon uomo, mi agevoli almeno la possibilità di nutrirmi elargendo almeno una piccola somma simbolica”
Buono(dispiaciuto ma deciso): “Ahimè il mio umore non mutò, pertanto il mio diniego rimane”
Il brutto, rassegnato, si avvicina al cattivo
Brutto: “Salve gentiluomo, sono cortesemente a chiederle di acquistare parte della merce che vengo a proporle”
Cattivo: “Ordunque, villano cui la natura difettò di donare virtù estetiche e colorò del nero di un tizzo di carbone abbandonato in fondo a un pozzo in una notte senza luna! Ti intimo di distanziarti dalla mia nobile persona e di non tediarmi ulteriormente!”
Il brutto, rassegnato, esce di scena
Cattivo (tra se e se): “Mi domando se sia accettabile, per un uomo della mia levatura, dover essere interrotto nelle piacevoli funzioni di trangugiamento del mattiniero pasto, da un figuro di si scura fatta, e pertanto atto ad attività illecite e criminali”
Buono: “Cortese amico, vengo a esprimerle la mia simpatia per la sua preferenza a libarsi della locanda che tanto io stesso amo, e a ricordarle al contempo, mi permetta nella sua magnanimità di farlo, che per esprimer talun concetto che la sua fulgida mente possa partorire, esiston tuttavia millanta modi differenti e nel tono e nelle sfumature”
Cattivo: “è verso il sottoscritto che lei osa profferire verbo?
Il buono guarda il cattivo, senza ribattere
Cattivo: “tardo a capire la ragione per cui nell’espletazione delle mie private gesta debba un moro venire a importunarmi, e mi permetta di suggerire a lei, che si accinge a fare altrettanto, di fare commercio del nobile pertugio che, dopo attenta ricerca, le assicuro troverà all’estremita delle sue terga”.
Il cattivo paga il conto ed esce di scena
Il buono paga il conto ed esce di scena




