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Può darsi che un giorno saremo contenti di esserne solo lontani parenti

Posted by sterte su 17 settembre 2007

Non ho mai creduto alla tv come fonte d’informazione decente, a meno di voler essere aggiornato sulla taglia di reggiseno di qualche (il)letter(at)ina o (s)vel(t)ina, o sui pensieri sconnessi di qualche cardinale a caso.
Per la carta stampata, in alcuni casi, nutro ancora un certo rispetto, ma ormai da un paio di anni ho smesso di usufruirne regolarmente per salvaguardare la mia già labile incolumità psichica ed evitare l’ulcera.
Purtroppo la forzata semignoranza mi ha portato a decidere di andare in visita a Venezia proprio ieri, ignaro di ciò a cui stavo andando incontro.

Partiti da Bologna tutto ok, poi man mano che il treno si riempiva ci domandavamo cosa ci fosse a Venezia visto che si stava mobilitando così tanta gente. Quando, scesi alla stazione, ci siamo trovati circondati da bandiere leghiste abbiamo capito la triste realtà.
Per fortuna il programma prevedeva di passare la mattinata al museo Guggenheim. È vero che non ho la capacità e la cultura per poterlo apprezzare a pieno, ma mi sentivo in salvo visto che l’ominide in camicia verde medio non ne ha nemmeno per valutare seriamente l’ipotesi di visitare certi posti… e poi Guggenheim non mi sembra proprio un nome celtico, tantomeno padano!

Quando nel pomeriggio abbiamo iniziato ad incamminarci verso piazza San Marco ho iniziato a temere. Per fortuna abbiamo evitato il comizio, ma non lo stuolo di bandiere, camicie verdi e crani vuoti. Non essendo un periodo di pioggie per fortuna non veniva nessun odoraccio dai canali, nonostante ciò ho avuto lo stesso qualche conato di vomito.

Visto che l’intento del post era dare un giudizio su Venezia, e non su chi la inquina, e ancora non l’ho fatto, diciamo che rispetto ai miei ricordi di alunno delle medie in gita l’ho molto rivalutata ed apprezzata, ma continuo, non so quanto stupidamente, a non comprendere chi ne rimane incantato.

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3 Risposte to “Può darsi che un giorno saremo contenti di esserne solo lontani parenti”

  1. teramoatlanta said

    Ma possibile che tu riduca ogni frammento della tua vita e del tuo blog alla politica spicciola, alla retorica propagandista, alla denuncia dei crani vuoti che popolano l’Italia? Sei stato a Venezia, in uno dei musei + belli d’Europa, e puoi perfino permetterti il lusso di non rimanerne incantatati. Hai percorso strade e piazze secolari. Sei entrato in contatto con migliaia di persone anche solo con uno sguardo. Per te sembra scontato. Pensa ai milioni di cittadini del mondo (senza citare la provenienza, ma io sono tra quelli) che trascorrono le giornate all’ombra dei grattacieli, con i quadri dell’IKEA da 20 $ come unica forma d’arte, la CNN come unica fonte di cultura. Morale della favola: lascia stare la politica da 4 soldi, difendi cio’ che e’ veramente importante e che rende unica la nostra qualita’ della vita (tradotto in politichese per te che non sai pensare ad altro: stato sociale, preparazione universitaria, cultura in generale, … continua tu)

    Il mormoratore

  2. sterte said

    Hai mormorato abbastanza effettivamente 😉

    Se per museo intendi il Guggenheim hai ragione, se intendi Venezia pure, se intendi l’Italia ancora di più. Me l’avrai sentito dire mille volte ma lo ribadisco: per me l’italia è un museo, bello quanto vuoi, unico quanto vuoi, ma pur sempre un semplice museo. Cultura generale e stato sociale non nominarli nemmeno. Essere penultimi e confrontarsi agli ultimi per sentirsi superiori non è una mossa molto furba nè corretta.

    Faccio solo i primi esempi che mi vengono in mente di come siamo messi male, i più macroscopici, sai benissimo anche tu che la lista sarebbe lunghissima!
    -Cultura: conoscenza della lingua inglese (qui ci battono anche gli americani 😉 ), e non dirmi che è più utile Foscolo! Non entriamo poi nel merito della laicità dello stato e di contro di una preparazione scientifica di base (tabelline o poco più), lo faccio già continuamente, e la cosa portrebbe troppo lontano.
    -Stato sociale: evasione fiscale (qui non ci batte nessuno, e oltretutto questo tema da solo basterebbe a giustificare la mia posizione riguardo la lega e non solo le fantasmagoriche proposte di “sciopero fiscale”); pensioni, che a forza di parlarne l’unica certezza è che noi non la vedremo mai; riguardo l’università alla preparazione ribatto con l’organizzazione e la retribuzione.
    -Televisione: sparlare della tv italiana è come sparare sulla croce rossa mentre gli stanno già sparando. Non entro nel merito della tv merecana conoscendola poco, ma prova a negare che in Italia un canale che trasmettesse “statica” 24 ore al giorno sarebbe il migliore in circolazione. O se proprio vuoi paragona un qualsiasi telefilm merecano (le vere teste stanno sempre più li e sempre meno al cinema) a una fiscion italiana.

    Per finire mi inorridisce meno l’imbecillità manifesta di un paese dalle lacunose basi stroiche e culturali, che quella innegabile di un paese che si culla negli allori della sua cultura e della sua storia sempre più spesso millantata e sempre più lontana. In italia avremo pure da vedere ben altro rispetto ai quadri dell’ikea e ai grattacieli, ma quante persone conoscono i quadri di Caravaggio e i palazzi di Palladio, se non perchè si trovano incidentalmente a passarci davanti? e quante invece guardano i programmi di maria de filippi “colposamente”?

    Riguardo il tono retorico e politichese, la cosa mi dispiace un bel po’, mi auguro che la tua percezione non sia troppo condivisa. Il mio intento quando scrivo qui è delirare liberamente di ciò che mi pare e piace senza abbandonare mai l’autoironia. Se poi suono retorico o politico ho miseramente fallito. A leggere la tua descrizione però sembra che tu stia parlando di beppe grillo, che sopporto sempre di meno, figuriamoci quindi se provo ad emularlo. E se non sai di cosa sto parlando reputalo uno dei lati fortunati di trovarti momentaneamente dall’altra parte dell’oceano.

    Ammenna.

  3. Sole_musica_mandolino said

    Faccio presente agli sventurati cittadini del mondo “che trascorrono le giornate all’ombra dei grattacieli, con i quadri dell’IKEA da 20 $ come unica forma d’arte, la CNN come unica fonte di cultura”
    che certi giorni anche a Napoli piove.

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