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Un blog più uguale degli altri

Archive for the ‘cinema’ Category

Parole sante

Posted by sterte su 18 ottobre 2008

Citando Woody Allen (speriamo bene per il film appena uscito, ma ho abbastanza paura):

Le più belle parole non sono “ti Amo”, ma “è Benigno”.

A mio modesto avviso sono più o meno a parimerito… certo che sentirle dire entrambe nel giro di pochi giorni manda (metaforicamente!) in paradiso.

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Allegoria! (senza niente da ridere)

Posted by sterte su 21 settembre 2008

C’è sta storia che gira, sa molto di allegoria dove ogni personaggio rappresenta in realtà, forse, qualcosa di pià di un singolo individuo…

C’è uno che combatte il crimine e la corruzione pubblicamente e istituzionalemnte, è bello buono bravo, segue nobili ideali, e anche se a fatica, ha spesso successo nella sua missione.

C’è un altro che pure lui combatte crimine e corruzione, ma non ha accesso a mezzi ufficiali e istituzionali, anzi ne è allontanato e visto con sospetto, cosi lui, brutto e nero, fa quello che può, a volte togliendo dalla merda, a sua insaputa, il bello e bravo senza nenache sentirsi dire grazie.

Con sti due qua, di merda in giro ce n’è, ma si riesce in gran parte a arginare, finchè non arriva uno stronzo di quelli seri, non il classico stronzo alimentato dall’avidità o dal deisderio di vendetta (che tipicamente generano negli stronzi debolezze), ma semplicemente dalla voglia di fare casino fine a se stessa… o forse… da qualche scopo più in alto che a noi povere menti semplici e stupide, e ai due personaggi sopra non è dato comprendere, o anche solo intuire.

Lo stronzo riesce nel suo intento di accendere la miccia e generare il caos. Entrambi i nostri eroi cadono vittima dello stronzo… il biondo e bello impazzendo, corrompendosi e diventandone praticamente complice. Il brutto e nero sentendosi il peso del mondo sulle spalle, e dovendo subire, dal mondo che testardamente pensa di poter salvare ancora più sfiducia e insulti.

In un modo o nell’altro lo stronzo viene fermato, ma ormai la sua opera è compiuta, il caos regna sovrano, e il bello e biondo, un tempo strenuo difensore dei diritti e portetore di valori positivi, è ridotto alla brutta copia dello stronzo.

La storia finisce col bello e biondo che muore nel momento in cui il brutto e nero, ormai unico eroe positivo della vicenda, viene totalmente rinnegato.

Il corso accelerato di storia contemporanea in questione si chiama The Dark Knight, ed è in giro nei cinema in questi giorni.

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Il decennio della marmotta

Posted by sterte su 3 luglio 2008

In un film di qualche anno fa, diventato poi un piccolo cult, Bill Murray si trovava a rivivere ripetutamente la stessa giornata, svegliandosi alla stessa ora con la stessa canzone alla radio, incontrando le stesse persone per strada e così via, fino a comprendere il meccanismo, dopo lo stupore iniziale, e usarlo a proprio favore.

Mi sono svegliato a 10 anni fa, mi trovo nello stesso posto, con lo stesso ingenuo entusiasmo per il futuro, la stessa paura di non sfruttare le varie opportunità che mi si presenteranno, o di non notarle nemmeno e lo stesso indefinito senso di amarezza, come nella vaga consapevolezza che la paura che provo sia ben più sensata dell’entusiasmo. Come 10 anni fa sono circondato da amici ma mi sento fondamentalmente solo, e mi concedo il vezzo di godere in certi momenti, pur soffrendo in molti altri, di questa mia solitudine.

Ritornare indietro di 10 anni e poter modificare il corso degli eventi, conoscendolo a priori può essere una grossa fregatura se nei 10 anni in questione si è fatta la maggior parte delle volte la scelta giusta, o al contrario un grosso vantaggio se hanno prevalso le cazzate. In ogni caso è un rischio e una sfida. Una sfida che sto entrando nell’ottica di accettare.

C’è solo un problema non trascurabile. Bill murray si svegliava centinaia di volte sempre nello stesso giorno senza però invecchiare. Io mi sono svegliato al tempo di quando avevo 20 anni, ma ne ho ancora 30… devo sperare che le cose irrecuperabili siano poche, e non posso permettermi di sbagliare più. Di ripartire un’altra volta alla tenera età di 40 anni proprio non me la sento.

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Scusa ma ti chiamo popolo di imbecilli

Posted by sterte su 28 gennaio 2008

Le crisi di governo, i partiti democratici, i popoli della libertà, i bordelli della civiltà, la campagna elettorale, i rifiuti in campania, la chiesa che ingerisce e digerisce (e ricaca), le intercettazioni, i processi spettacolo, csi las vegas, csi miami, csi parma, roma contro i rom, i preti contro roma, la mafia, i cannoli innocenti, i cannoni colpevoli.

Sono sempre più convinto di come, in tutti i loro aspetti, le istituzioni siano derivazione (e deriva) del popolo, e non viceversa. Quelli elencati sopra quindi sono solo sintomi… a spaventarmi maggiormente sono notizie come questa, che invece mettono in chiaro risalto le cause della malattia incurabile, ma con un decorso sadicamente lento, che afflige questo paese.

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Passanti charlieri

Posted by sterte su 12 luglio 2007

Ieri sera proiezione in piazza maggiore, con accompagnamento dal vivo, di The Circus di Charlie Chaplin. Ormai non mi stupisco di quanto mi stupisco alla visione dei film di Chaplin.

Eravamo un gruppo piuttosto numeroso di ricercatori invano di un senso alla propria vita, e prima dell’inizio della proiezione, oltre a sparare cavolate, l’occupazione principale era tenere occupati i posti per gli ultimi ritardatari.

Ad un certo punto si avvicina quella che a una più attenta analisi potrebbe essere classificata come signora sulla cinquantina, con la quale ho avuto il disonore di intrattenere la seguente conversazione:

Lei:”È occupato?”
Io:”Si”
Lei:”Ma è occupato?”
Io:”Si, deve arrivare un ragazzo.”
Lei:”Ma non è normale!”
Io:”Guardi signora, le assicuro che è un ragazzo normalissimo.”
Lei:”…”
Io:”…”
Lei:”Siete voi che non siete normali!”

Niente da dire, proprio una signora perspicace oltre che gentile.

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Viva il contatto fra lingue differenti

Posted by sterte su 7 luglio 2007

Premessa: Il titolo di questo posto non vuole implicare alcun tipo di contenuto erotico, semplicemente da un po’ di tempo non riesco a non citare gli Elio e le Storie Tese ogni 2 secondi!

Sono appena tornato a casa dopo l’ennesima visione del film Dr. Strangelove di Stanley Kubrick, film che ho sempre adorato e che continuo ad adorare ogni volta di più dopo un numero imprecisato di visioni.

Stavolta tra le tante cose ho notato (e ammetto che avrei dovuto farlo prima) come la canzone finale “We’ll meet again” cantata da Vera Lynn riporta direttamente ai Pink Floyd di The Wall… Does anybody here remember Vera Lynn? Remember how she said that We would meet again Some sunny day?

Nonostante il film geniale e il link a una band e a un album altrettanto geniali, la parte migliore della serata è stata dopo la proiezione: che amo Bologna, e che una passeggiata dal nettuno alle torri lungo via zamboni e via righi in mezzo al casino di studenti (che ormai iniziano a farmi sentire vecchio) e punkabbestia (che iniziano a farmi sentire reazionario) mi provocano un tuffo al cuore è probabilmente risaputo… la ciliegina sulla torta è stata la compagnia multietnica di persone con cui sono uscito (Argentina, Colombia, Usa, Israele e svariati italiani) e il conseguente modo assurdo di conversare, cambiando lingua da un momento all’altro, e magari trovandosi a parlare stupidamente inglese con un altro italiano…

Ammetto che la mia conoscenza di due mezze lingue (un po’ di italiano, un po’ di inglese) mi ha fatto patire un forte complesso di inferiorità, ma parlare cambiando lingua just in the middle of the sentence, magari improvvisando anche un poquito de espanolo è stato davvero divertente e piuttosto insolito.

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Tempi settantenni

Posted by sterte su 5 luglio 2007

Ieri sera proiezione al teatro comunale di Modern Times di Charlie Chaplin, musicato dal vivo dall’orchestra del teatro. L’impianto audio era impressionante, anche se dopo un po’ la concentrazione era tutta puntata sullo schermo e la qualità dell’accompagnamento passava in secondo piano.

Per quanto riguarda il film, ammetto la mia colpevole ignoranza a proposito di Chaplin, ma ieri sera, come le poche altre volte che ho visto suoi lavori, sono rimasto enormemente stupefatto dalla modernità e dalla freschezza del film. Tutte le volte mi chiedo come sia possibile che un film realizzato addirittura 70 anni fa possa dare l’impressione di essere stato girato, e soprattutto scritto, da un paio di anni. Basta il genio di Chaplin a spiegarlo, bisogna ipotizzare che Charlot tenesse nascosta da qualche parte una macchina del tempo, o più semplicemente negli ultimi 70 anni non è cambiato niente malgrado le mirabolanti innovazioni tecnologiche e le loro disastrose conseguenze (come ad esempio questo blog)?

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