BielLeOgGi

Un blog più uguale degli altri

Archive for the ‘deliri’ Category

Quasi quasi meglio le bionde…

Posted by sterte su 12 gennaio 2009

Per fortuna non ho figli…
se li avessi mi vergognerei di dirgli cosa fa Brunetta (e cosa gli farei io).

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Domani sarà un giorno lungo senza parole…

Posted by sterte su 10 gennaio 2009

Domani ricorre il decennale della morte di Fabrizio De André, ormai lo sanno anche i muri. Ovunque è un fiorire di celebrazioni, commemorazioni, masturbazioni… dal circolo arci che raduna qualche cover band sgangherata, agli speciali in tv, alle riscoperte di inediti…

Sul mio glorioso ipod, risalente ormai a 4 o 5 generazioni (di ipod) fa, ho qualcosa come 6000 canzoni, tra cui tutta la discografia di De Andrè… quando perchè pescata a caso, quando per scelta esplicita, quando ascoltata distrattamente, quando in silenzio al buio e col lacrimone, almeno una sua canzone al giorno mi passa per le orecchie. Ebbene, faccio promessa solenne che domani non ascolterò neanche una sua canzone!

Il motivo è semplice: MI SONO ROTTO I COGLIONI DI TUTTE QUESTE RICORRENZE E COMMEMORAZIONI, il cui esito, o a voler pensar male, il cui scopo, è quello opposto!
Domani saremo tutti li a commuoverci per le parole del poeta, dopodomani i pochi che continueranno ad ascoltarlo di propria sponte saranno degli sfigati e/o dei “comunisti” (termine abusato sebbene per motivi tanto storici quanto politici ormai privo di significato)!

Propongo qui per De Andrè ma non solo, di istituire delle giornate dell’oblio anzichè giornate della memoria, sulla falsariga del non-compleanno di alice nel paese delle meraviglie: il giorno della sua ricorrenza il personaggio, o evento storico che sia, viene totalmente rimosso, a patto che rimanga ben presente nella nostra testa e nella nostra memoria tutto il resto del tempo, magari cercando con un po’ di fantasia dei lati positivi anche a ricorrenze che apparentemente non ne hanno… ecco alcuni esempi:

  • Ricorrenza della scomparsa di Fabrizio De Andrè: l’11 gennaio si mandino canzoni death metal a tutto volume in tutte le piazze, poi però, per tutto il resto del tempo, ogni 10 puntate di xfactor si mandi qualche vecchia registrazione delle rare apparizioni televisive di De André.
  • Natale: macchè tutti più buoni! il 25 dicembre diventi un giorno dove tutti sono degli insopportabili stronzi e c’è da avere paura a uscire di casa… magari però da santo stefano alla vigilia non sarebbe male ripensare un po’ meglio, senza mediazioni o distorsioni di sorta, a cosa aveva da dire 2000 anni fa quel tale, quel povero cristo!
  • 25 aprile: fa troppo male, tutti gli anni vedere i banchetti dell’anpi con i pochi ex partigiani rimasti che hanno scritto a caratteri cubitali in faccia “ma allora a cosa è servito!?!?”, mentre i governanti/regnanti continuano, una lenta ma inesorabile operazione di revisionismo storico.
    Allora il 25 aprile si senta pure libero, chi vuole, di rievocare la marcia su roma o quant’altro, poi però il giorno dopo, anzichè iniziare a pensare all’estate imminente, le diete e le vacanze, chi, come me, ha la fortuna di poterne essere orgoglioso, ripensi ai propri genitori/nonni/bisnonni e a quanto hanno fatto, a loro tempo, sperando in qualcosa di meglio di un andreotti o un berlusconi qualsiasi.
  • Quando c’era lui i treni arrivavano in orario…: Trenitalia si organizzi per fare dei ritardi enormi su qualsiasi linea il 29 luglio di ogni anno, ma offra un servizio impeccabile tutti gli altri giorni!
  • San Valentino: il 14 febbraio nessuno si degni nemmeno di guardare in faccia il proprio partner, se non per insultarlo e litigarci, i più disinibiti cornifichino pure a tutto spiano, si legalizzi per un giorno la prostituzione in tutte le sue forme, poi però non c’è pms, stanchezza, scazzo, incomprensione, ripicca che tenga, che tutti abbiano gli occhi a cuoricino per tutto il resto del tempo

La lista potrebbe essere estremamente lunga, il senso è sempre lo stesso: per ricordare veramente qualcosa e per darle valore, il modo migliore non è forse perpetrarla costantemente, e magari abandonarla ognitanto soltanto per un momento, per capire quanto è importante?

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Natale 2008

Posted by sterte su 25 dicembre 2008

È nato Cristo e morto Harold Pinter.

Ho come l’impressione che ci abbiano fregato!

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Parole sante

Posted by sterte su 18 ottobre 2008

Citando Woody Allen (speriamo bene per il film appena uscito, ma ho abbastanza paura):

Le più belle parole non sono “ti Amo”, ma “è Benigno”.

A mio modesto avviso sono più o meno a parimerito… certo che sentirle dire entrambe nel giro di pochi giorni manda (metaforicamente!) in paradiso.

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Allegoria! (senza niente da ridere)

Posted by sterte su 21 settembre 2008

C’è sta storia che gira, sa molto di allegoria dove ogni personaggio rappresenta in realtà, forse, qualcosa di pià di un singolo individuo…

C’è uno che combatte il crimine e la corruzione pubblicamente e istituzionalemnte, è bello buono bravo, segue nobili ideali, e anche se a fatica, ha spesso successo nella sua missione.

C’è un altro che pure lui combatte crimine e corruzione, ma non ha accesso a mezzi ufficiali e istituzionali, anzi ne è allontanato e visto con sospetto, cosi lui, brutto e nero, fa quello che può, a volte togliendo dalla merda, a sua insaputa, il bello e bravo senza nenache sentirsi dire grazie.

Con sti due qua, di merda in giro ce n’è, ma si riesce in gran parte a arginare, finchè non arriva uno stronzo di quelli seri, non il classico stronzo alimentato dall’avidità o dal deisderio di vendetta (che tipicamente generano negli stronzi debolezze), ma semplicemente dalla voglia di fare casino fine a se stessa… o forse… da qualche scopo più in alto che a noi povere menti semplici e stupide, e ai due personaggi sopra non è dato comprendere, o anche solo intuire.

Lo stronzo riesce nel suo intento di accendere la miccia e generare il caos. Entrambi i nostri eroi cadono vittima dello stronzo… il biondo e bello impazzendo, corrompendosi e diventandone praticamente complice. Il brutto e nero sentendosi il peso del mondo sulle spalle, e dovendo subire, dal mondo che testardamente pensa di poter salvare ancora più sfiducia e insulti.

In un modo o nell’altro lo stronzo viene fermato, ma ormai la sua opera è compiuta, il caos regna sovrano, e il bello e biondo, un tempo strenuo difensore dei diritti e portetore di valori positivi, è ridotto alla brutta copia dello stronzo.

La storia finisce col bello e biondo che muore nel momento in cui il brutto e nero, ormai unico eroe positivo della vicenda, viene totalmente rinnegato.

Il corso accelerato di storia contemporanea in questione si chiama The Dark Knight, ed è in giro nei cinema in questi giorni.

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Large neuron collider

Posted by sterte su 11 settembre 2008

-“Hai visto? Sono partite le particelle al CERN!”

-“Chi è in pole position?”

-“Massa!”

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Lodo il diavolo

Posted by sterte su 26 luglio 2008

Il diavolo è nei dettagli…

…e ama il paradosso…

…e il suo “stile” mi piace anche quando mi si ritorce piacevolmente contro!

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Lodo dio

Posted by sterte su 25 luglio 2008

Dichiarazioni idempotenti di potenti prepotenti al popolo impotente.

Lodo Alfano. Berlusconi: “Lodo Alfano”.

Poco dico io: “Porco …!!!”

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Babbei e Babele

Posted by sterte su 23 luglio 2008

Si c’è something ich non puede sopportare, è das utilisation random of parole desde autres lingue in the mezzo de Satz, just pour mirar figo.

Gestern mentre was saliendo dal mall je avoir visto eine sign sul ticket office qui decia “prego inserire il ticket”.

Je penser: “shit! ich habe nicht eine karte. yo tengo unicamente uno boleto…. speriamo funzioni lo stesso”.

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Chiacchiere da bar

Posted by sterte su 9 luglio 2008

Vado a narrare le vicende accadute questa mattina al bar. Dato l’alto livello culturale morale etico e sociale raggiunto recentemente da questo paese mi trovo forzato a riportare l’episodio ad un tono e un linguaggio più “popolare” di quello aulico ed astratto in cui effettivamente si è svolta:

Bancone del bar. Il buono e il cattivo sorseggiano il loro cappuccino. Dalla quinta laterale entra il brutto con un borsone pieno di calzetti, fazzoletti e accendini, e si avvicina al buono.

Brutto: “Salve gentiluomo, sono cortesemente a chiederle di acquistare parte della merce che vengo a proporle”

Buono: “La ringrazio dell’offerta ma non mi trovo a necessitare di alcuno degli orpelli che viene a propormi”

Brutto: “Cosa mi dice riguardo questa finissima seta atta a nettare le sue nobili nari?”

Buono: “Declinai tosto la sua offerta, messere”

Brutto: “Suvvia buon uomo, mi agevoli almeno la possibilità di nutrirmi elargendo almeno una piccola somma simbolica”

Buono(dispiaciuto ma deciso): “Ahimè il mio umore non mutò, pertanto il mio diniego rimane”

Il brutto, rassegnato, si avvicina al cattivo

Brutto: “Salve gentiluomo, sono cortesemente a chiederle di acquistare parte della merce che vengo a proporle”

Cattivo: “Ordunque, villano cui la natura difettò di donare virtù estetiche e colorò del nero di un tizzo di carbone abbandonato in fondo a un pozzo in una notte senza luna! Ti intimo di distanziarti dalla mia nobile persona e di non tediarmi ulteriormente!”

Il brutto, rassegnato, esce di scena

Cattivo (tra se e se): “Mi domando se sia accettabile, per un uomo della mia levatura, dover essere interrotto nelle piacevoli funzioni di trangugiamento del mattiniero pasto, da un figuro di si scura fatta, e pertanto atto ad attività illecite e criminali”

Buono: “Cortese amico, vengo a esprimerle la mia simpatia per la sua preferenza a libarsi della locanda che tanto io stesso amo, e a ricordarle al contempo, mi permetta nella sua magnanimità di farlo, che per esprimer talun concetto che la sua fulgida mente possa partorire, esiston tuttavia millanta modi differenti e nel tono e nelle sfumature”

Cattivo: “è verso il sottoscritto che lei osa profferire verbo?

Il buono guarda il cattivo, senza ribattere

Cattivo: “tardo a capire la ragione per cui nell’espletazione delle mie private gesta debba un moro venire a importunarmi, e mi permetta di suggerire a lei, che si accinge a fare altrettanto, di fare commercio del nobile pertugio che, dopo attenta ricerca, le assicuro troverà all’estremita delle sue terga”.

Il cattivo paga il conto ed esce di scena

Il buono paga il conto ed esce di scena

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