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Archive for the ‘la_terra_dei_cachi’ Category

Diligenza postale

Posted by sterte su 7 marzo 2009

Vado alle poste a pagare delle bollette (non pago via web, per principio quei 20 centesimi in più alla banca non glieli do), ingenuamente credevo di:

  • fare la fila
  • consegnare le bollette
  • pagare
  • prendere il resto
  • salutare
  • andarmene

invece…

  • la fila non c’è ma è gestita male lo stesso: appena prendo il biglietto numero 80, uno sportello chiama il 79, nesuno risponde, io aspetto che venga chiamato… poi mi avvicino allo sportello e faccio vedere il biglietto sentendomi dire “beh, cosa aspetta?”
  • mi faccio largo tra i libri e i cd che occupano tutto lo spazio disponibile… non solo lì dovrebbero esserci al massimo moduli precompilati e volantini informativi dei servizi postali (che non ci sono), ma oltretutto i libri e i cd esposti sembrano scelti con cura dal fondo di una discarica…
  • la signora allo sportello si sente in dovere di intavolare la seguente discussione:
    “ha il conto bancoposta?”
    “NO”
    “sa che la farebbe risparmiare un bel po’? perchè non pensa ad aprirne uno?”
    “perchè ne ho appena CHIUSO uno”
    “ah… le posso chiedere quante spese ha ora?”
    “praticamente 0” (diciamo che qui è arrotondato al ribasso)
    “ah…”
  • finalemente prende le bollette le processa e mentre incassa i soldi e cerca il mio resto riattacca:
    “… e un libretto di risparmio?”
    “se lei ha dei soldi da risparmiare non sa quanto la invidio”
    “ah… buona domenica”
    “anche a lei, arrivederci”

Appena uscito, un ragazzo per strada prova a vendermi calzini e fazoletti che tira fuori da un borsone… che fosse un postino?

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Viaggi unari (o di merda o di merda)

Posted by sterte su 1 marzo 2009

Dovrei essere sul treno di ritorno a Bologna, invece sono a casa a Fabriano a aspettare 2 ore per il prossimo treno… nel mentre, tra una madonna urlata e l’altra, ne lascio implicitemente anche qualcuna scritta per spiegare cosa è successo:

  • Vado alla staizone con 30 minuti di anticipo
  • Noto che la biglietteria è chiusa
  • Noto che la biglietteria automatica è chiusa (non fuori uso, proprio chiusa, deduco da operatore umano)
  • Provo a fare il biglietto via web dal cellulare… ma scopro che acquistare un biglietto dal sito di trenitalia via wap è impresa titanica (ammesso che sia possibile)
  • Mi metto in fila per fare il biglietto nell’agenzia viaggi della stazione, GESTITA DA FERROVIERI!
  • Davanti alla porta un cartello avverte che dal 1 marzo (oggi) c’è una commissione se si fa il biglietto in agenzia (casualmente proprio oggi le biglietterie sono chiuse)
  • Scopro che per la fascia di prezzo intorno ai 20 euro la commissione è di 2,50 euro
  • Chiedo conto al ferroviere in veste di impiegato di agenzia viaggi della cosa, mi viene detto “io alzo le mani, QUELLI DELLE FERROVIE, con sta cosa ci mettono i bastoni tra le ruote”
  • Chiedo il biglietto che prevede un tratto ic+ e avviene il seguente scambio di battute: “solo posti 1 classe, o seconda in piedi”. “ma gli ic+ non accettano viaggiatori in piedi! è solo per questo che li prendo!”. “adesso si”.
  • Faccio biglietto regolare
  • L’istante successivo il treno che avrei dovuto prendere parte…

Per dirla tutta, tornato a casa noto che mi ero dimenticato di mettere in valigia il carica batterie del pc (elemento vitale)… quindi dopo tutto mi sento di ringraziare le ferrovie e trenitalia tutte, con un enorme grazie di forma fallica da recapitare dove loro sono soliti recapitare agli utenti il loro eccellente servizio.

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Corsi e ricorsi (nei centri) storici

Posted by sterte su 21 febbraio 2009

Le foto qua sotto ritraggono alcuni angoli di Bologna fotografati questa mattina (21 febbraio 2009). I meglio informati, o chi semplicemente è abituato a una passeggiata in centro nel fine settimana e non ha occhi solo per le vetrine, noterà in questi angoli apparentemente anonimi, qualcosa di strano e preoccupante: quelli ritratti sono i punti preferiti e regolarmente presi d’assalto nei fine settimana, dai vari volontari e militanti che raccolgono firme (e insulti), e distribuiscono volantini (e ancora insulti) per le cause e i personaggi più disparati.
C’è sempre un elezione, un disegno di legge, un evento catastrofico o presunto tale, per il quale qualcuno reputi giusto sensibilizzare gli altri, e si orgnaizza, o viene imbeccato, a scendere in piazza col suo trespolo anzichè stare a casa a dormire o in chiesa a pregare (ognuno spre… spende il proprio tempo libero come reputa più opportuno).

In questi punti a rotazione si sono scambiate firme e volantini, tra gli altri, per (vado a memoria)…

  • Di Pietro contro il lodo alfano
  • Gli studenti sardi per organizzare un bus per andare a votare Soru (credo si siano dimenticati del Tirreno)
  • “Una firma contro la droga” (prima o poi glielo dirò “guardate che io sono a favore!”)
  • La lega per cacciare i clandestini (fantastico il manifesto con il ritratto di un capo indiano e lo slogan: “Loro non hanno fatto leggi per l’immigrazione e sono finiti nelle riserve”)
  • Forlani sindaco
  • Del Bono sindaco
  • Cevenini sindaco
  • Merola sindaco
  • Guazzaloca sindaco
  • Cazzola sindaco (poi dicono che la speranza è nelle liste civiche…)
  • Il PD per… a favore… contro… vabè, il PD c’era spesso ma non si capiva mai cosa cavolo volesse
  • Alleanza nazionale e/o Forza Italia e/o Popolo della libertà, per la sicurezza (e io a passargli di fianco non mi sentivo sicuro per niente)

Perchè quelle foto scattate stamattina ritraggano angoli vuoti è presto detto: non è stato indetto nessuno sciopero o lutto… molto più “semplicemente” il prefetto ha stabilito con un’ordinanza che applica un ddl del ministro dell’interno maroni, che nel centro storico sono vietate manifestazioni cortei e presidi (i più increduli leggano qua).

A dire il vero ho visto anche un paio di strappi alla regola (ben significativi del rispetto delle regole, dell’atteggiamento di chi le fa rispettare, e della base in genere) che non ho fotografato perchè comunque non c’erano anime da rubare fotografandone gli involucri:

  • in via indipendenza bel belli a volantinare indisturbati c’erano 4 o 5 figuri di forza nuova
  • poco più avanti all’entrata dell’hotel Baglioni una folla in attesa dell’uscita dei giocatori dell’Inter (che oggi gioca contro il Bologna)

Mi asterrò dal commentare… una volta presagire o identificare pericolose sbandate fasciste poteva anche avere un macabro risvolto ludico, richiedendo analisi più o meno dietrologiche e un minimo elaborate sul piano storico e/o logico. Ora è tutto talmente tanto evidente, che è inutile aggiungere altro, e soprattutto non è più possibile gridare al fascismo preoccupati ma speranzosi, perchè non c’è più assolutamente la speranza di stare sbagliando.

Posso solo provare a suggerire un paio di soluzioni: questa e questa.

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Quasi quasi meglio le bionde…

Posted by sterte su 12 gennaio 2009

Per fortuna non ho figli…
se li avessi mi vergognerei di dirgli cosa fa Brunetta (e cosa gli farei io).

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Quando il dito indica la luna…

Posted by sterte su 19 novembre 2008

…lo stupido guarda il dito.

E quando l’uomo che a tutti gli effetti sta riportando in auge il fascismo, fa BÙ alla Merkel, lo stupido guarda il BÙ.

Se avete speso anche solo un secondo a giudicare il gesto di Silvio, e a pensare che sia semplicemente il gesto fuori luogo fatto da un cretino, fermatevi un attimo e pensateci meglio, i cretini siete voi.

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Lodo dio

Posted by sterte su 25 luglio 2008

Dichiarazioni idempotenti di potenti prepotenti al popolo impotente.

Lodo Alfano. Berlusconi: “Lodo Alfano”.

Poco dico io: “Porco …!!!”

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Chiacchiere da bar

Posted by sterte su 9 luglio 2008

Vado a narrare le vicende accadute questa mattina al bar. Dato l’alto livello culturale morale etico e sociale raggiunto recentemente da questo paese mi trovo forzato a riportare l’episodio ad un tono e un linguaggio più “popolare” di quello aulico ed astratto in cui effettivamente si è svolta:

Bancone del bar. Il buono e il cattivo sorseggiano il loro cappuccino. Dalla quinta laterale entra il brutto con un borsone pieno di calzetti, fazzoletti e accendini, e si avvicina al buono.

Brutto: “Salve gentiluomo, sono cortesemente a chiederle di acquistare parte della merce che vengo a proporle”

Buono: “La ringrazio dell’offerta ma non mi trovo a necessitare di alcuno degli orpelli che viene a propormi”

Brutto: “Cosa mi dice riguardo questa finissima seta atta a nettare le sue nobili nari?”

Buono: “Declinai tosto la sua offerta, messere”

Brutto: “Suvvia buon uomo, mi agevoli almeno la possibilità di nutrirmi elargendo almeno una piccola somma simbolica”

Buono(dispiaciuto ma deciso): “Ahimè il mio umore non mutò, pertanto il mio diniego rimane”

Il brutto, rassegnato, si avvicina al cattivo

Brutto: “Salve gentiluomo, sono cortesemente a chiederle di acquistare parte della merce che vengo a proporle”

Cattivo: “Ordunque, villano cui la natura difettò di donare virtù estetiche e colorò del nero di un tizzo di carbone abbandonato in fondo a un pozzo in una notte senza luna! Ti intimo di distanziarti dalla mia nobile persona e di non tediarmi ulteriormente!”

Il brutto, rassegnato, esce di scena

Cattivo (tra se e se): “Mi domando se sia accettabile, per un uomo della mia levatura, dover essere interrotto nelle piacevoli funzioni di trangugiamento del mattiniero pasto, da un figuro di si scura fatta, e pertanto atto ad attività illecite e criminali”

Buono: “Cortese amico, vengo a esprimerle la mia simpatia per la sua preferenza a libarsi della locanda che tanto io stesso amo, e a ricordarle al contempo, mi permetta nella sua magnanimità di farlo, che per esprimer talun concetto che la sua fulgida mente possa partorire, esiston tuttavia millanta modi differenti e nel tono e nelle sfumature”

Cattivo: “è verso il sottoscritto che lei osa profferire verbo?

Il buono guarda il cattivo, senza ribattere

Cattivo: “tardo a capire la ragione per cui nell’espletazione delle mie private gesta debba un moro venire a importunarmi, e mi permetta di suggerire a lei, che si accinge a fare altrettanto, di fare commercio del nobile pertugio che, dopo attenta ricerca, le assicuro troverà all’estremita delle sue terga”.

Il cattivo paga il conto ed esce di scena

Il buono paga il conto ed esce di scena

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Se muore poi ranasce?

Posted by sterte su 6 luglio 2008

Dopo aver letto il nome del’autore non sono riuscito a incazzarmi quanto avrei dovuto e voluto per questo articolo.
Se anzichè Concetto Vecchio si fosse chiamato Solita Cazzata probabilmente avrebbe reso meglio l’idea.

Una sola domanda: cosa significa: “Toglietela, ci offende: non siamo a New York”… che a New York sono meno permalosi, che la gente (gentaglia per la precisione) non è consapevole che comunque non siamo (o non dovremmo essere) nemmeno in vaticano, o cos’altro?

Ma soprattutto quel “toglietela, ci offende”, è una mia impressione o Bolzano, New York, Vaticano, o casa del diavolo (scusate la ridondanza) che sia, suona un pelo troppo perentorio e immotivato?

E infine… quando, qualcuno non sto qui a sindacare se più o meno ragionevolmente, si sente offeso dal crocifisso col cristo “vero” (ahahah) nelle aule di tribunale, delle scuole, nei seggi elettorali, negli ospedali, e via dicendo, chi c’è a dargli retta, spazio su un giornale, o anche solo a starlo a sentire prima di etichettarlo, con fare dispregiativo (questa è la vera tragedia) come laico?

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Scusa ma ti chiamo popolo di imbecilli

Posted by sterte su 28 gennaio 2008

Le crisi di governo, i partiti democratici, i popoli della libertà, i bordelli della civiltà, la campagna elettorale, i rifiuti in campania, la chiesa che ingerisce e digerisce (e ricaca), le intercettazioni, i processi spettacolo, csi las vegas, csi miami, csi parma, roma contro i rom, i preti contro roma, la mafia, i cannoli innocenti, i cannoni colpevoli.

Sono sempre più convinto di come, in tutti i loro aspetti, le istituzioni siano derivazione (e deriva) del popolo, e non viceversa. Quelli elencati sopra quindi sono solo sintomi… a spaventarmi maggiormente sono notizie come questa, che invece mettono in chiaro risalto le cause della malattia incurabile, ma con un decorso sadicamente lento, che afflige questo paese.

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Governo in Clemente

Posted by sterte su 24 gennaio 2008

Non starò qui a fare tirate sul decadimento civile dell’italia, nè a scandalizzarmi di come un ministro indagato possa far cadere un governo anzichè limitarsi a scomparire dalla scena, non inizierò nemmeno a chiedermi come è posibile che al momento il favorito sulla carta, si dovesse andare a votare, è un criminale pluriindagato e pluricondannato, che ha già portato una volta l’Italia sull’orlo del baratro, e probabilmente anche oltre, nè come l’ultima clamorosa malefatta di tale signore, scoperta e resa pubblica meno di un mese fa sia già stata allegramente dimenticata.

Sono qui per dire solo una cosa… si dovesse andare al voto, probabilmente questa volta non mi “tapperei il naso” ancora una volta, ma semplicemente, ormai esasperato rinuncerei a votare. Ammetto però che l’unico ad avere un programma chiaro, anche se  a mio modo di vedere assolutamente non condivisibile, sembra essere, ahimè, il Mons. Bagnasco!

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